STORIA DELLA COSMESI
Il termine Cosmesi ha un’origine greca, infatti deriva da Kosmos, ovvero Ordine e da cui, a sua volta, deriva il termine Kòsmesis, cioè mettere ordine. Gli uomini primitivi la utilizzavano per andare a caccia e confondersi con la natura. Anche l’uomo di Neanderthal si applicava sul viso paste colorate, sia per proteggersi dagli insetti che per migliorare il proprio aspetto estetico. Le donne sminuzzavano terre colorate (di colore rosso), si fabbricavano proto – rossetti per evidenziare il potere seduttivo delle labbra.
REGINA SEMIRAMIDE
Leggendaria regina di Babilonia
Secoli dopo anche Semiramide, leggendaria regina di Babilonia, si narra avesse l’abitudine di bagnarsi nella birra, per rendere la propria pelle fresca ed elastica. Si racconta inoltre che impiegasse piante cosmetiche coltivate nei giardini pensili della città per la produzione di formulazioni cosmetiche piuttosto avanzate.
Possiamo affermare che la storia della cosmesi si è sviluppata insieme all’uomo.
Gli Egizi furono i primi a creare prodotti simili a quelli utilizzati oggi dai make up artist odierni. Scavi archeologici hanno rivelato che la pratica cosmetica era in uso già intorno al 5.000 a.C., ma ci sono prove disseminate in tutto il mondo che dimostrano quanto sia uomini che donne, fossero impegnati nella creazione e nell’uso di prodotti che potessero modificare l’aspetto fisico, preservando giovinezza e bellezza.
Gli Egizi avevano l’usano di truccare gli occhi con la malachite e la galena. Per colorare il viso si usava l’ocra rossa. Inoltre, nei templi, venivano usati profumi durante le offerte di cibo e bevande agli dei. Un altro importante utilizzo delle fragranze trovava poi spazio nel processo di imbalsamazione dei defunti.
Riprendendo quanto descritto dal professor Umberto Borellini, cosmetologo e docente universitario: “Analisi chimiche effettuate su flaconi rinvenuti all’interno di tombe dell’epoca ci hanno rivelato l’uso di composti a base di piombo ed olio di oliva. Leggendo i papiri, inoltre sono emerse centinaia di ricette di preparati cosmetici. Il trucco soprattutto degli occhi, era assai diffuso, come ci è dato osservare in dipinti e bassorilievi. In questa civiltà la cosmesi cominciò ad essere davvero raffinata, arrivando ad essere un importante prodotto commerciale: gli Egizi importavano dall’estremo oriente gli olii essenziali e i minerali necessari alla produzione di unguenti e profumi. I sacerdoti conservavano in vasi di alabastro: timo, origano, mirra, incenso, lavanda, oli di sesamo, di oliva, di mandorle. Le sostanze utilizzate arrivarono ad essere moltissime, così come moltissime erano le ricette per prepararle. La cosmesi era diffusa anche tra gli uomini e all’interno di tutti i ceti sociali. Le persone agiate potevano fruire di unguenti aromatizzati con essenza di mirto o cedro; le persone del ceto sociale più modesto potevano ricorrere al semplice olio di sesamo.
La cosmesi, oltre ad essere largamente utilizzata per le cerimonie religiose, veniva applicata per la cura del corpo della popolazione, che iniziava al mattino con bagni in acqua arricchita con carbonato di sodio e saponi all’argilla, per poi passare all’uso della pietra pomice sui gomiti e sulle ginocchia per concludere con pomate e unguenti profumati che venivano spalmati su tutto il corpo per rendere lucida e morbida la pelle. Spesso i trattamenti venivano effettuati dai massaggiatori, che, con le loro sapienti mani, mantenevano il fisico in forma.
La bellezza era così importante per gli antichi Egizi che l’aggettivo “nefer” (bello), significava anche “buono”. Nei papiri ritrovati con gli scavi archeologici, sono state ritrovate formule e consigli di bellezza, lozioni per combattere la calvizie, creme per rassodare i tessuti e contrastare la comparsa delle rughe e gli arrossamenti. Tra gli ingredienti si sono ritrovati: polvere di alabastro, miele, latte d’asina, sale marino, cera d’api e uova di struzzo.
Nell’antica Grecia, la cura della bellezza era molto sviluppata e numerose erano le tecniche adottate per rendere la persona più attraente e in forma. Fin da piccoli i greci venivano educati alla cura del corpo e dello spirito. Nei Gymnasium si praticavano sport per lo sviluppo del corpo e s’insegnava la filosofia per erudirli. Allo stesso tempo, per rinvigorire il corpo, venivano utilizzati elementi, quali: olii, pomate, polveri estratti da piante medicinali e strumenti per strofinare il corpo, oltre ai bagni in acqua calda e fredda. Utilizzavano l’ocra e la malachite per truccarsi e burro per le labbra.
Emulando gli studi dei canoni estetici fatti nell’antica Grecia e, in seguito alle conoscenze derivate, dalle conquiste di Alessandro Magno, dalle civiltà orientali, i Romani mutuarono tutto questo e lo traslarono nella propria società. Le Terme Romane sono forse il più alto esempio di civiltà evoluta nell’antichità, in cui la cura del corpo e il ritemprare lo spirito erano associate agli affari. Le “Thaermae” erano il punto d’incontro in cui si concludevano accordi politici e commerciali, un po’ come avviene oggi nei circoli sportivi, tra una partita a padel e uno snack, si concludono accordi e si mantiene il fisico in forma.
Le donne dell’antica Roma praticavano la depilazione con rasoi, pinzette e una mistura di solfuro d’arsenico. Per truccarsi gli occhi utilizzavano il carbone e il fucus per dipingere le labbra e le guance. Furono i Romani a ideare le prime cure per l’acne curata con farina d’orzo e burro. Per sbiancare i denti usavano la pietra pomice. Sempre nell’antica Roma videro la luce le prime tinture per i capelli e i primi sieri antirughe, e i posticci per ciglia, sopracciglia e denti.
Mentre nel mondo arabo, in India e in Cina si studiavano altre applicazioni dei cosmetici, in Italia nell’XI° secolo, nacque a Salerno un’importante scuola medica. Gli studi e le sperimentazioni praticate fecero si che questo diventasse il primo centro di farmacopea riconosciuto con la raccolta di oltre 150 piante officinali.
La cosmesi, come ogni aspetto della società, ha attraversato i secoli e si è evoluta con l’acquisizione attraverso gli studi, di nuove conoscenze. Ogni periodo storico ha visto fiorire un aspetto particolare della “scienza che mette in ordine” la persona. Ad esempio, il XVI° secolo fu quello dei profumi. Nascevano nei monasteri e venivano commercializzati in tutta Europa. Richiestissimi nelle corti reali, permettevano di coprire i cattivi odori sempre presenti nelle case e anche sui corpi; in quel periodo l’igiene personale era spesso trascurata anche tra le classi sociali più elevate.
Anche le epidemie, come la peste e altre che intaccavano l’epidermide, portò lo studio della cosmesi a sviluppare prodotti che potessero curare i disturbi della pelle, dei denti e delle unghie. Da elemento di cura del fascino, questa scienza si trasformò in curativa.
Nel XVII° secolo il trucco perse la sua importanza a favore del cerone che prese piede per nascondere le rughe del viso e del collo o eventuali butterature.
Con la Rivoluzione Industriale lo sviluppo della chimica, attraverso l’approvvigionamento delle materie prime e l’inizio dell’arte pubblicitaria, si affermò la prima industria cosmetica; le farmacie iniziarono a vendere questi prodotti. Nel 1828 Guerlain introdusse la prima pomata per labbra. La classificazione botanica diede la possibilità di sviluppare l’uso dei vegetali curativi dalle pomate alle bibite, anche nei prodotti per uso cosmetico, ma soprattutto igienico.
Il Novecento è il secolo dei grandi progressi tecnici, scientifici e del marketing della cosmesi. E’ sufficiente pensare che nel 1901 venne fondata la Gillette Company e sei anni dopo Helena Rubistein arrivò dall’Australia a Londra e inaugurò un salone di bellezza, producendo una linea di cosmetici con il supporto di chimici e scienziati; la ricerca e lo sviluppo erano in piena espansione.
Durante il XX° secolo nella cosmesi continuò a confluire l’attenzione alla moda del tempo, la cura della bellezza e il mantenimento della giovinezza, ma, soprattutto, si cementò il sodalizio con la scienza, al fine di sviluppare prodotti efficaci in grado di garantire risultati tangibili e favorire il benessere della persona.
Questi risultati venivano e vengono in misura ancora maggiore oggi, garantiti dall’impiego di materie prime naturali sapientemente mixate ad altri ingredienti in formule altamente performanti. Attualmente la scienza cosmetica è più che mai focalizzata sulle istanze della natura e intende la bellezza come il risultato armonioso fra più elementi, quali l’armonia delle forme attraverso un corpo sano, l’equilibrio psicofisico, l’esercizio fisico, alimentazione corretta, cura della persona, applicazione della cosmetica naturale.
Su questa filosofia è basata l’azienda Alchemic in collaborazione con Cosmofit; prodotti cosmetici naturali in grado di garantire risultati tangibili a sostegno della persona e dei professionisti. Un modo di portare la società verso un nuovo “body – mind concept”, al passo con le esigenze che la società attuale richiede per essere integrati al meglio nel tessuto sociale.
ALCHEMIC
Come è fatta una crema cosmetica
Nel panorama cosmetico le creme rappresentano la parte più corposa della produzione industriale. Troviamo rispettivamente: creme corpo, creme viso, creme solari, creme dopo sole, creme nutrienti, antiage, idratanti, esfolianti, ecc…
A seconda del loro utilizzo la composizione varia, da più semplice a più complessa, ma tutte sono costituite da una componente acquosa e da una grassa in proporzioni variabili, tenute insieme da un emulsionante; a questi ingredienti che definiamo base, vengono aggiunti gli ingredienti “attivi” che in qualche modo caratterizzano la crema. Vediamo in dettaglio gli elementi costitutivi.
L’ingrediente principale di una crema è l’acqua. Essa da sola però non è sufficiente ad idratare, ecco perché sono necessari gli idratanti. La nostra pelle, infatti, possiede uno strato idrolipidico che trattiene l’umidità. Diversi fattori, quali il freddo o detergenti aggressivi, possono assottigliare questo strato facendo traspirare una maggiore quantità di acqua, in questo modo la pelle tende a seccarsi.
Gli idratanti, di cui la glicerina è il più utilizzato, legano a sé l’acqua del cosmetico, impedendone l’evaporazione e mantenendo così lo strato superficiale della pelle ben idratato.
La stessa finalità ce l’hanno nella crema stessa, mantenendo legata l’acqua impedendone l’evaporazione, evitando in questo modo di far seccare la crema nel contenitore.
Tra gli altri idratanti utilizzati possiamo trovare degli zuccheri come il saccarosio e il sorbitolo o succo d’aloe, costituito da una miscela di polisaccaridi, carboidrati e sali minerali.
Alla fase acquosa per facilitare l’emulsione e renderla più stabile, vengono aggiunti gli addensanti. Questi, in genere, sono dei polimeri che si gonfiano in acqua creando un gel. I più comuni sono la gomma Xantana, un polisaccaride ad elevato peso molecolare, l’idrossietilcellulosa, un polimero derivato dalla cellulosa e il carbomer (in realtà con questo nome s’intende una famiglia di composti chimicamente simili, a volte chiamati anche carbopol), un polimero sintetico acido che si gonfia quando viene neutralizzato.
La componente lipidica è costituita da una miscela di oli e/o burri che fungono da emollienti. Nella formula chimica degli oli gli atomi di carbonio possono essere legati tra loro solo da legami singoli (oli saturi), oppure possono avere uno o più legami doppi (oli insaturi). Il doppio legame è meno stabile di quello singolo e reagisce facilmente con l’ossigeno, la reazione è detta di ossidazione. L’ossidazione degli oli li fa irrancidire rendendoli inutilizzabili a causa del loro odore sgradevole. I grassi restituiscono morbidezza alla pelle poiché ne restituiscono lo strato idrolipidico.
Spesso nei cosmetici vengono utilizzati anche emollienti derivati dal petrolio come la paraffina e l’olio minerale poiché sono inerti, non irrancidiscono e non danno allergie; altri emollienti utilizzati sono a base di siliconi come il ciclometicone e il dimeticone.
Per far coesistere le due componenti è indispensabile almeno un emulsionante, che è costituito da una parte idrofila e una lipofila; in un’emulsione si orientano secondo le loro affinità riuscendo a tenere insieme due liquidi che non sarebbero miscibili tra loro.
Di emulsionanti usati in cosmetica ne esistono a centinaia, prendiamo in esame uno di questi; la glicerina, alla base di una classe di emulsionanti chiamati gliceril – esteri, contiene tre gruppi di ossidrile (con questo termine s’intendono un atomo di ossigeno, e uno di idrogeno legati insieme OH) i quali possono reagire con acidi formando, appunto, esteri. Il glicerin – monostearato è formato da una molecola di glicerina reagita con una (mono) molecola di acido stearico, il glicerin – distearico ha due molecole di acido stearico per molecola di glicerina.
Gli acidi sono costituiti da una lunga catena di atomi di carbonio, sono quindi affini alla componente grassa, il gruppo ossidrile è affine alla componente acquosa; questo spiega perché non esistono emulsionanti in cui tutti e tre i gruppi di ossidrile della glicerina sono reagiti: l’affinità per l’acqua sarebbe scarsa.
Quello che caratterizza le creme sono gli attivi, ovvero le sostanze funzionali, come ad esempio gli attivi antirughe.
Per rendere più gradevole la crema alla vista, a volte vengono aggiunti dei coloranti. Questi composti, fondamentali ad esempio in un fondotinta o in un ombretto, possono essere di origine minerale come gli ossidi di ferro o organica, in genere vengono indicati in etichetta con una sigla CI seguita da quattro numeri.
Infine, componente fondamentale in qualsiasi cosmetico è il conservante che impedisce le contaminazioni microbiche. I conservanti più utilizzati fino a poco tempo fa erano i parabeni, per la loro efficacia contro i batteri gram – positivi, mentre il fenossietanolo viene utilizzato per proteggere contro i batteri gram – negativi.
Generalmente viene utilizzata una miscela di conservanti in modo da garantire un ampio spettro di protezione contro i diversi ceppi batterici, nonché contro lieviti e muffe.